20 Maggio 2024
Intelligenza artificiale, ricerca e imprese: il confronto con Donatella Sciuto alla conviviale Cobaty
Articolo originariamente pubblicato nel 2024 e aggiornato a giugno 2026.
Quale ruolo può avere l’intelligenza artificiale nel lavoro dei professionisti e delle imprese italiane? E come possono ricerca universitaria, competenze e innovazione tecnologica contribuire concretamente alla competitività del Paese?
Questi temi sono stati al centro della conviviale di Cobaty Milano – Italia del 15 maggio 2024, che ha visto la partecipazione della professoressa Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano, invitata a condividere con gli associati una riflessione sulle opportunità e sulle criticità legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
L’incontro ha permesso ai soci di approfondire un fenomeno che, già nel 2024, stava modificando rapidamente il modo di lavorare, progettare, analizzare le informazioni e assumere decisioni.
L’intelligenza artificiale come supporto alle attività professionali
Uno dei principali temi emersi durante la conviviale ha riguardato la necessità di considerare l’intelligenza artificiale non soltanto come una nuova tecnologia, ma come uno strumento da integrare consapevolmente nei processi professionali e aziendali.
Utilizzata correttamente, l’AI può infatti affiancare le persone nello svolgimento di attività ripetitive, nell’analisi di grandi quantità di informazioni, nella generazione di scenari e nel supporto alle decisioni.
Il suo valore non risiede nella semplice sostituzione delle competenze umane, ma nella possibilità di aumentare la produttività e rendere più efficaci alcune attività. Il vantaggio competitivo dipende quindi dalla capacità delle organizzazioni di comprendere dove applicare questi strumenti, con quali obiettivi e attraverso quali forme di controllo.
Competenze professionali, pensiero critico e responsabilità umana restano elementi indispensabili per valutare la qualità e l’affidabilità dei risultati prodotti dai sistemi di intelligenza artificiale.
Il rapporto tra università, ricerca e PMI italiane
Nel corso dell’intervento è stata affrontata anche la relazione tra il mondo della ricerca e il sistema produttivo italiano.
Le università rappresentano un motore fondamentale per lo sviluppo di nuove conoscenze, tecnologie e competenze. Affinché la ricerca produca effetti concreti sull’economia, è però necessario rafforzare la collaborazione tra atenei, imprese, istituzioni e investitori.
Questo passaggio è particolarmente importante per le piccole e medie imprese, che costituiscono una parte essenziale del tessuto produttivo italiano ma che non sempre dispongono internamente delle risorse economiche, tecnologiche e professionali necessarie per sviluppare progetti avanzati di intelligenza artificiale.
Il trasferimento tecnologico, la formazione e la creazione di partnership tra ricerca e industria possono quindi aiutare le PMI a trasformare l’innovazione in applicazioni reali, nuovi servizi e processi più efficienti.
Il Politecnico di Milano opera da molti anni nella ricerca sull’intelligenza artificiale e promuove il trasferimento delle competenze accademiche verso imprese e organizzazioni attraverso laboratori, progetti interdisciplinari e centri dedicati all’innovazione applicata.
Perché la qualità dei dati è fondamentale
Un ulteriore argomento discusso durante la conviviale ha riguardato il ruolo dei dati nell’addestramento e nel funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale.
L’efficacia di un modello non dipende semplicemente dalla quantità di informazioni disponibili. I dati devono essere anche pertinenti, aggiornati, rappresentativi e organizzati correttamente.
Informazioni incomplete, poco affidabili o caratterizzate da distorsioni possono produrre risultati imprecisi e amplificare errori già presenti nei dati di partenza. Diventano quindi centrali anche la provenienza delle informazioni, la tutela della riservatezza, la sicurezza, la gestione dei diritti e il controllo umano sui risultati.
Per le imprese, adottare strumenti di intelligenza artificiale significa pertanto lavorare anche sulla qualità e sulla governance del proprio patrimonio informativo.
La diffusione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane
I dati disponibili confermano che, al momento della conviviale, l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese italiane era ancora inferiore alla media europea.
Nel 2024 utilizzava almeno una tecnologia di intelligenza artificiale l’8,2% delle imprese italiane con almeno dieci addetti, rispetto a una media del 13,5% nell’Unione europea.
La diffusione ha tuttavia registrato una forte accelerazione: nel 2025 la percentuale italiana è salita al 16,4%, raddoppiando rispetto all’anno precedente. Questa crescita dimostra quanto rapidamente l’AI stia entrando nei processi produttivi e organizzativi, ma rende ancora più urgente investire nella formazione, nella qualità dei dati e nella definizione di modalità di utilizzo responsabili.
Anche la Strategia italiana per l’intelligenza artificiale 2024-2026 ha individuato nella ricerca, nella pubblica amministrazione, nelle imprese e nella formazione alcuni degli ambiti prioritari per lo sviluppo dell’AI nel Paese.
Un confronto partecipato tra professionisti
L’intervento della rettrice Donatella Sciuto ha generato un confronto particolarmente partecipato tra gli associati Cobaty.
Dal dibattito è emersa una posizione condivisa: l’intelligenza artificiale deve essere conosciuta, sperimentata e governata, evitando sia atteggiamenti di chiusura sia un’adozione priva di valutazioni critiche.
La serata ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento per professionisti provenienti dai settori delle costruzioni, dell’urbanistica, dell’ambiente, dell’ingegneria e della progettazione, ambiti nei quali l’analisi dei dati, l’automazione e il supporto digitale stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante.
Un ringraziamento va alla presidente di Cobaty Italia, Laura Rocca, per aver promosso un incontro capace di coinvolgere numerosi associati e di anticipare temi che continuano a essere centrali nel dibattito sull’innovazione.
Il dialogo tra Cobaty e il mondo accademico
L’incontro del maggio 2024 si inserisce nel percorso di confronto promosso da Cobaty Italia con rappresentanti del mondo universitario, della ricerca e delle professioni.
Nel giugno 2026 la rettrice Donatella Sciuto ha partecipato a una nuova conviviale dell’associazione, dedicata a un tema differente: l’evoluzione delle infrastrutture sanitarie e il progetto dell’ospedale del futuro [vai al post].




