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Ospedali del futuro e architettura per la salute: la conviviale Cobaty del 17 giugno 2026

23 Giugno 2026

Ospedali del futuro e architettura per la salute: la conviviale Cobaty del 17 giugno 2026

Come cambieranno gli ospedali nei prossimi anni? Quali caratteristiche dovranno avere gli spazi destinati alla cura per rispondere alle trasformazioni sociali, ambientali e tecnologiche?

Questi temi sono stati al centro della conviviale di Cobaty Milano – Italia del 17 giugno 2026, ospitata presso il Bianca Maria Palace di Milano.

La serata ha visto la partecipazione del professor Stefano Capolongo e del professor Andrea Brambilla del Politecnico di Milano, che hanno accompagnato gli associati in un approfondimento dedicato all’evoluzione delle infrastrutture sanitarie e al progetto dell’ospedale del futuro.

All’incontro ha partecipato anche la professoressa Donatella Sciuto, rettrice del Politecnico di Milano, già ospite di Cobaty nel maggio 2024 in occasione di una conviviale dedicata ad un tema ancora molto attuale: il ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca e nelle attività professionali.

Vai alla Conviviale Cobaty del 2024 dedicata all’intelligenza artificiale

“Taking Care”: progettare gli spazi della cura

Il tema della conviviale ha ripreso i contenuti di “Taking Care. I segni del cambiamento”, progetto espositivo dedicato al rapporto tra architettura, salute e società.

La cura non riguarda infatti soltanto le prestazioni mediche, ma coinvolge anche gli ambienti nei quali le persone vengono accolte, assistite e accompagnate durante il proprio percorso sanitario.

Ospedali, strutture sociosanitarie e spazi territoriali costituiscono una parte essenziale del sistema della salute. La loro configurazione influenza l’organizzazione delle attività, il benessere dei pazienti, le condizioni di lavoro degli operatori e la capacità delle strutture di adattarsi alle esigenze future.

Progettare per la salute significa quindi integrare competenze architettoniche, ingegneristiche, mediche, gestionali, ambientali e tecnologiche.

Le infrastrutture sanitarie come segno dei cambiamenti sociali

Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come gli edifici destinati alla cura abbiano sempre riflesso le trasformazioni della società.

L’evoluzione della medicina, l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento climatico, le nuove esigenze assistenziali e la diffusione delle tecnologie digitali stanno modificando profondamente il modo di concepire gli ospedali.

A questi fattori si aggiungono nuove criticità legate alla salute mentale, alla solitudine, alla gestione delle emergenze e alla necessità di collegare più efficacemente gli ospedali con i servizi territoriali e le cure primarie.

Le strutture sanitarie devono quindi essere progettate non soltanto per rispondere alle esigenze presenti, ma anche per adattarsi a scenari difficili da prevedere nel dettaglio.

Il problema dell’obsolescenza degli ospedali

Uno dei temi centrali della presentazione ha riguardato l’obsolescenza delle architetture per la salute.

La progettazione e la costruzione di un nuovo ospedale richiedono tempi molto lunghi. Nel frattempo, tecnologie, modelli assistenziali, normative e bisogni della popolazione possono cambiare in modo significativo.

Una struttura concepita sulla base delle necessità attuali rischia pertanto di risultare parzialmente superata già al momento della sua apertura.

Per limitare questo rischio, gli ospedali devono essere progettati come organismi capaci di evolvere. Flessibilità degli spazi, modularità, adattabilità degli impianti e possibilità di riconfigurare le aree funzionali diventano requisiti fondamentali.

L’innovazione non coincide quindi esclusivamente con l’introduzione di nuove tecnologie. Riguarda anche la capacità dell’architettura di accogliere il cambiamento senza richiedere interventi continui, complessi e costosi.

Verso il Next Generation Hospital®

La conviviale ha permesso di approfondire il modello del Next Generation Hospital®, sviluppato attraverso attività di ricerca, sperimentazione e collaborazione tra università, strutture sanitarie, imprese e istituzioni.

L’ospedale di nuova generazione deve essere pensato come parte di un sistema territoriale più ampio e non come una struttura isolata.

Tra i principali criteri progettuali emergono:

  • la localizzazione strategica e il collegamento con il territorio;
  • la flessibilità e la resilienza degli edifici;
  • l’efficienza dell’organizzazione funzionale;
  • la qualità dell’aria negli ambienti interni;
  • la presenza di spazi verdi e aree capaci di favorire il benessere;
  • l’accessibilità e il design inclusivo;
  • la qualità degli ambienti di lavoro destinati al personale;
  • la digitalizzazione dei processi;
  • la sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Il progetto dell’ospedale non può quindi limitarsi alla distribuzione degli ambienti. Deve tenere insieme salute pubblica, qualità architettonica, innovazione tecnologica, organizzazione dei servizi e sostenibilità nel lungo periodo.

Digitalizzazione, automazione e nuove tecnologie

Anche l’automazione, la robotica e l’intelligenza artificiale stanno assumendo un ruolo crescente nelle infrastrutture sanitarie.

Queste tecnologie possono supportare la gestione dei dati, la logistica interna, il trasporto di materiali, le attività non cliniche e alcuni processi organizzativi.

Il loro impiego deve però essere inserito all’interno di una visione progettuale complessiva. Gli strumenti digitali producono un beneficio reale quando migliorano il funzionamento della struttura, riducono le attività ripetitive e permettono agli operatori di dedicare maggiore attenzione alle persone.

La tecnologia non sostituisce la dimensione umana della cura, ma può contribuire a rendere gli ospedali più efficienti, sicuri e capaci di rispondere alle nuove esigenze.

Ricerca e collaborazione per l’ospedale del futuro

Il lavoro presentato durante la conviviale nasce da un approccio multidisciplinare che mette in relazione ricerca scientifica, sperimentazione progettuale e trasferimento tecnologico.

La Joint Research Partnership Healthcare Infrastructures del Politecnico di Milano riunisce nel 2026 oltre sessanta partner tra strutture sanitarie, soggetti industriali, enti di ricerca e istituzioni.

Questo modello di collaborazione consente di confrontare esigenze diverse, elaborare strumenti di valutazione e sviluppare soluzioni applicabili ai progetti reali.

La qualità delle infrastrutture sanitarie può infatti essere misurata attraverso criteri che riguardano sostenibilità, accessibilità, inclusione, localizzazione, organizzazione funzionale e capacità di adattamento.

Nuove competenze per progettare la salute

La crescente complessità degli ospedali richiede anche nuove figure professionali.

Tra queste assume particolare importanza l’hospital planner, un professionista capace di integrare conoscenze sanitarie, architettoniche, ingegneristiche e organizzative.

Il progetto degli spazi della salute non può più essere affrontato attraverso discipline separate. È necessario creare gruppi di lavoro nei quali progettisti, medici, operatori sanitari, ricercatori, tecnici e decisori pubblici possano collaborare fin dalle prime fasi.

Un confronto tra costruzioni, salute e società

La conviviale del 17 giugno ha offerto agli associati Cobaty un’importante occasione per riflettere sul ruolo che architetti, ingegneri, urbanisti, imprese e professionisti delle costruzioni possono avere nella trasformazione delle infrastrutture sanitarie.

L’ospedale del futuro dovrà essere flessibile, inclusivo, sostenibile e connesso con il territorio. Dovrà integrare innovazione tecnologica e qualità degli spazi, senza perdere di vista il benessere dei pazienti e delle persone che ogni giorno lavorano nei luoghi della cura.

Un ringraziamento ai professori Stefano Capolongo e Andrea Brambilla per il contributo offerto e alla rettrice Donatella Sciuto per la sua partecipazione alla serata.

Cobaty Italia prosegue così il proprio percorso di confronto con il mondo accademico, le istituzioni e i professionisti sui temi che stanno trasformando le costruzioni, l’ambiente e la società.