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Visita al cantiere Ex Borsa della Villa Reale di Monza

22 Marzo 2026

Visita al cantiere Ex Borsa della Villa Reale di Monza

“[…] Il compimento è solo una <<finzione legale>>; la realtà è che <<la finitura non finisce mai>>. Lo spazio delineato sulla carta è dunque un mondo a parte rispetto a quello in cui gli edifici reali sono costruiti e abitati. […]  La geometria dei muratori e dei carpentieri si fa sul posto, con gli strumenti del mestiere”.

(Andrea Staid – La casa vivente. Riparare gli spazi, imparare a costruire-)

È così che il lavoro sul campo, tutti i suoi protagonisti e gli strumenti del mestiere ci hanno accolto venerdì pomeriggio, 13 marzo 2026 all’ingresso del cantiere dell’Ex Borsa di Monza. Un’aria di quasi primavera e un grande privilegio, un’occasione, quella di farsi accompagnare, passo passo, sia nel passato sia nel futuro di quello che viene da sempre definito il “gioiello” monzese. Eppure, era tutto nel presente e noi eravamo lì.

Presenti i soci di Cobaty Italia invitati dall’architetto Laura Rocca, l’ingegnere Umberto Sala responsabile della direzione lavori, l’ingegnere Francesco Barbitta titolare dell’impresa, il capo cantiere Giuseppe e diversi membri dello studio Roccatelier Associati.

Un gruppo ricco di professionalità differenti ha attraversato la storia di questo luogo apprezzandone la trasformazione in atto, immaginando le prospettive future e ricordando anche i profumi e i colori del glicine che per anni ha conquistato l’edificio trovandoci per tanto tempo un lungo soggiorno.

E se è vero che, come affermava l’architetto e artista Friedensreich Hundertwasser, l’uomo possiede tre pelli, ovvero la propria, gli abiti e la dimora e che tutti e tre devono rinnovarsi, crescere e maturare pena l’irrigidimento e la morte, questo “gioiello” che prende forma dal passato e si rinnova per un futuro prospero ne è uno degli esempi più validi.

Le capriate settecentesche, sontuose sia per la loro innata bellezza sia per il grande lavoro di recupero, rappresentano bene questo “abito” che si rinnova; il riconoscimento e la gratitudine per quello che è stato, e la voglia di intravedere quello che sarà: ampi spazi per il liceo artistico Nanni Valentini, e generose metrature per i nuovi spazi nell’ ex Paolo Borsa.

Attraversare un cantiere in movimento, sentirlo raccontare da chi lo vive quotidianamente, non solo nei suoi aspetti più tecnici ma anche nelle fatiche così come nelle soddisfazioni per i risultati raggiunti, è una delle esperienze di condivisione che fanno del processo architettonico non solo un semplice atto di costruzione o restauro, ma lo rendono “luogo” o meglio “fare luogo”, come direbbe l’antropologo Marc Augé. “Abbiamo bisogno di luoghi e passiamo il tempo a “fare luogo” nella misura in cui abbiamo bisogno del rapporto e del legame con gli altri. L’uomo è un animale che si nutre di simboli e crea rapporti inscritti nello spazio e nel tempo […]”.

Ecco, perciò, cosa abbiamo fatto quel venerdì pomeriggio: abbiamo costruito culturalmente ciò che immaginiamo.